lunedì 17 ottobre 2011

La grinta c'era ... mancavano i fondamentali ...

E quindi ?
Quindi divertito come un bimbo
Dopo un paio di giri per prendere confidenza con il mezzo ed il circuito ho iniziato a fare qualche sgasatina e mi son proprio divertito ...
Su MilanoFixed potete leggere il resoconto della gara di un "addetti ai lavori"
mentre su FixedForum - Mr. Dane ne ha fatto uno che mi permetto di copiare ed incollare perche' piace troppo !!!

La paura di esser fatti a Pezzetti

Grande gara come l'anno scorso, più dell'anno scorso. Neil Bezedek si prende la rivincita su un, anche quest'anno, magnifico Ortu che fa sudare l'americano fino all'ultimo centimetro. L'americano (tra l'altro brava persona, l'antipatia che si porta adosso nella percezione comune non dipende da lui, purtroppo) si dimostra corridore temibile per la gran gamba e quest'anno non canna la volata come gli era dilettantescamente successo l'anno scorso, Ortu dal canto suo si dimostra all'altezza dimostrando che non è lì per caso come qualcuno avrebbe potuto pensare dopo la disfatta di New York. Onore a quel gran baio di Neil Bezedek e a chi è salito sul podio con lui regalandoci un’altra serata di divertimento e adrenalina.
Ottima organizzazione, senza l'isterico urlatore dell'anno scorso (per quanto Naos abbia cercato di sopperire all'assenza...), spettatori un pochino più disciplinati, unico neo la sommaria segnalazione dell'ultimo giro che ha portato molti a perdersi la volata senza capirla. Gara comunque accanita, per il livello ancora più alto dell'anno scorso e per alcune rivalità ormai sbocciate.
Gli americani sapevano di trovarsi di fronte ossi più duri e temevano il risultato, come la condotta di gara dimostrerà in seguito, lo si percepiva dalla tensione che avevano negli occhi a differenza dell'anno scorso. Italiani più rilassati ma consapevoli che non si sarebbe scherzato. I nomi sono conosciuti, il livello è alto, niente jeans&rizer nè galletti da alley-cat, da segnalare la ragazza americana, Kacey Manderfield, sorridente (peccato per il fisico da panettone) nel pre e nel post gara ed incazzata e determinata in gara (praticamente un carroarmato veloce): un ciclista dovrebbe sempre essere così. Non si può dir lo stesso del solito americano dalla faccia tonda (praticamente un maialino...), che già l'anno scorso si era guadagnato l'attenzione di tutti con uno "shut up!" rivolto alla plebe della colonia che in una gran fondo italiana qualunque gli avrebbe fatto guadagnare un pugno sul muso. Numeri esibiti ieri sera: skiddatona di 50 metri nel riscaldamento chissà perchè (forse un avvertimento di ciò che ci avrebbero offerto gli americani), urlacci ad un passante colepvole di attraversare la strada durante il riscaldamento mentre lui pedalava a passo d'uomo, risatina sarcastica nei confronti di un italiano dalle forme generose. Un vero lord.
Lo starter dà il via, e l'americano con la faccia tonda si segnala subito per una falsa partenza prima ancora che il conto alla rovescia dica "1" (ma si può esser più bambini?!...). A parte "Chiacchiere&Urlettino" il gruppo parte piuttosto piano e resta compatto per i primi 3 giri, poi si segnano le gerarchie e davanti resta il gruppo dei soliti: John Taki, Bezedek, Ortu, Chaz, un po' di Milano Manetta, ci sono anche Menthos e Paolo, Perego e Bocchi ma soprattutto c'è Pezzetti.
Più staccati Riky, Fra, Mattia e gli altri. Il gruppo di testa vola, quello degli inseguitori man mano si sgrana e scivola indietro. A metà gara sale il ritmo che si fa indiavolato, Menthos e Calè restano attaccati e provano a lavorare assieme ma gli spazi son quelli che sono, gli americani menano di bestia preoccupati da Ortu ma soprattutto da Pezzetti. Il Pezzo sta sul pezzo e fa una gara perfetta, sempre davanti ma mai a vento, ondeggiando tra la seconda e la quarta posizione, probabilmente pensava ad un certo punto di staccare tutti e andarsene ma non si fa intimidire ed anzi lancia qualche avviso alla truppa girando il casco agli americani con un paio di allunghi dei suoi.
Gli americani terrorizzati lo marcano a uomo e fanno la gara su di lui, da metà gara in poi viene stretto nella morsa in attesa dell'agguato finale e si nota una cosa curiosa che l'anno scorso non s'era vista: gli americani hanno organizzato una gara di skid ma non ci hanno invitato. Ogni curva vien affrontata in derapata alla Casey Stoner, tecnica discutibile a fronte dello scarso vantaggio che dà e a fronte dei problemi di ripartenza che infonde (ci sarebbe da rimettere in discussione la storia dello scatto fisso...), fatto sta che ad ogni curva diventa una gara a sportellate e il sospetto che sia una trovata per mettere in difficoltà i non pratici della disciplina è sempre più forte.
La gara comunque prosegue a ritmo altissimo, nonostante il tifo che a modo suo Matteo UBM fa per lui Bocchi si defila incoerentemente dall'improvvisata gara di skid, Perego idem, Menthos e Paolo (che sportellato si attraverserà una rotonda di netto, perchè se gli americani si danno al freeride allora gli italiani provano col ciclocross) resistono con qualche problema, e si viaggia verso gli ultimi giri all'ultimo del quale avviene il giallo che marchierà a fuoco la gara: Pezzetti è secondo, l'americano che gli sta davanti gli skidda in faccia e l'italiano tirerà dritto onde evitare il crash. Qui le versioni divergono a seconda della percezione personale: chi racconta di una normale skiddata di frenata a cui Pezzetti (non essendo un fissato metropolitano) non è abituato e quindi è stato messo in difficoltà su un terreno non suo, chi racconta invece di un skid di traverso atto a tagliargli la strada per metterlo fuori gioco.
Fatto sta che a quel punto viene fatto fuori dalla volata, che prosegue con gli americani in testa più il solito Ortu che si attacca alle caviglie degli yankee come un terzino dell'Athletic Bilbao a quelle di Maradona. Alexander Barouh battezza l’ultima curva, Bezedek resta coperto fino all'ultimo poi esce e vola, Ortu esce al momento giusto anche quest'anno ma stavolta non ce la fa a beffare tutti come l'anno scorso. Dietro un ottimo Frank quarto, Chaz di Mash sesto, una splendida Kacey Manderfield nei primi 10 anche quest’anno e poi tanti nomi italiani sparsi a segnalare che qui non è più tempo di perline in cambio di diamanti e anno dopo anno si vedranno sempre meno ossi al naso.
Insomma, gli americani dovevano vincere per forza ed hanno vinto, potevano vincere solo così ed hanno vinto così, nemmeno Tarantino e Rodriguez avrebbero potuto immaginarsela così in un loro exploitation movie. Ieri sera qualcuno tra il serio e il faceto ipotizzava con una battuta sarcastica che, adesso che hanno vinto, gli americani potrebbero eliminare la competizione per non rimettere in gioco il titolo. Ma gli organizzatori mi sembrano persone troppo serie per dar credito a queste battute. Al massimo l’anno prossimo porteranno a correre Tyler Farrar e John Cena…..

Fausto Accoppali

agenzia Ansia


6 commenti:

  1. forte questo Dane

    RispondiElimina
  2. grande Loca

    ma dove hai trovato questa bellissima foto???

    Metti i link :-D

    RispondiElimina
  3. Grazie. La foto l'ha fatta Paolo,un amico ma non e' ne su flickr ne su picasa ...

    RispondiElimina
  4. peccato...mi piacerebbe proprio vederle

    RispondiElimina
  5. Ciao Loca, sabato nel pre-gara volevo presentarmi come "quello che aveva mosso obiezioni alla scelta delle Spinergy" ma ti vedevo troppo concentrato e non ho osato.... :-P

    RispondiElimina
  6. hahaha peccato ! alla prossima !!!

    RispondiElimina